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Articolo del 23 Giugno 2008


Complementari, funzionano?


Ecco il manuale Oxford sulle evidenze Nonostante le critiche,
importanti studi confermano la validità delle cure non convenzionali.
La strada dell'integrazione


di Francesco Bottaccioli *


C'è una crescente attenzione della scienza internazionale al fenomeno delle cosiddette medicine non convenzionali. È in uscita, in questi giorni, l' Oxford Handbook of Complementary Medicine (Manuale Oxford di Medicina Complementare), edito dalla Oxford University Press, a cura di Edzard Ernst, professore della Peninsula Medical School, Università di Exeter e Plymouth, in Inghilterra. Ernst ha pubblicato più di mille lavori scientifici, in buona parte dedicati all'esame rigoroso delle terapie complementari, valutate nella loro efficacia e sicurezza.
In questo e negli altri Manuali, scritti dall'epidemiologo britannico, ci sono tutte le luci e le ombre delle terapie complementari: c'è un esame puntiglioso di cosa funziona, su quale patologia, con quali conseguenze, cosa ancora deve essere maggiormente studiato e cosa al momento non funziona. Riferirsi a una sola meta-analisi, come spesso si fa citando quella di Lancet del 2005 sull'omeopatia, per chiudere la questione della verifica dell'efficacia, è quindi davvero un'operazione semplicistica. Occorre invece mettere in campo tutti gli studi disponibili e trarre le somme, che Ernst organizza in tre categorie: evidenze positive, evidenze promettenti, evidenze al momento negative.

L'agopuntura
Per l'agopuntura gli studi certamente positivi riguardano: dolore lombare cronico, dolore dentale, nausea e vomito post-operatorio, cefalea idiopatica, osteoartrite del ginocchio, fibromialgia, dismenorrea, controllo del dolore nella endoscopia gastrointestinale, controllo del dolore in procedure di procreazione assistita. Quelli promettenti ma non conclusivi riguardano: acufeni, asma, depressione , disfunzione temporomandibolare, dipendenza da droga, dolore chirurgico, dolore cronico, dolore del collo, dolore oncologico, ictus, induzione del travaglio e controllo del dolore del parto, insonnia, gomito del tennista, malattie infiammatorie reumatiche, paralisi facciale (del Bell).
Gli studi che al momento hanno dato esito negativo riguardano: artrite reumatoide, disassuefazione dal fumo, riduzione del peso.

L'omeopatia
Per l'omeopatia gli studi certamente positivi riguardano: influenza e malattie reumatiche. Gli studi promettenti ma non conclusivi riguardano: fibromialgia, dolore lombare, sindrome da fatica cronica, trauma cerebrale lieve, diarrea infantile, otite sierosa. Quelli al momento negativi riguardano: artrite reumatoide, spondilite anchilosante, otite media, ansia generalizzata, asma.

Le piante
Infine, le piante che hanno studi positivi sono: Agnus castus per dolore al seno da ciclo mestruale Artiglio del diavolo per dolore derivante da artrite; Biancospino come trattamento aggiuntivo all'insufficienza cardiaca cronica di grado moderato; Ginkgo biloba per disordini vascolari periferici e per deficit cognitivi e demenza soprattutto di origine vascolare; Ginseng asiatico per la disfunzione erettile e per la performance fisica; Iperico per la depressione; Ippocastano per l'insufficienza venosa periferica cronica; Kava kava per l'ansia; Melaleuca alternifolia (Tea Tree Oil) per le infezioni da funghi; Menta piperita per il mal di stomaco (dispepsia funzionale); Propoli per il mal di gola, infezioni del tratto respiratorio, herpes genitalis; Serenoa repens per l'ipertrofia prostatica benigna; Soia (Fitoestrogeni) per l'osteoporosi post-menopausa; Tè verde come antinfiammatorio, preventivo cancro e cardiopatie.

Sono placebo?
Dopo aver elencato questi dati scientifici, è possibile rispondere alle due obiezioni fondamentali che spesso vengono avanzate. La prima obiezione recita: l'agopuntura e l'omeopatia sono puro placebo. Se fosse davvero così, perché l'agopuntura funzionerebbe per l'osteoartrite del ginocchio e non per l'artrite reumatoide? Oppure perché l'omeopatia sarebbe efficace nel ridurre le giornate di influenza, ma non invece nell'asma? L'obiezione cioè non ha alcun fondamento logico in quanto non tiene in conto che gli studi citati vengono realizzati con le regole della scienza ed è per questo che hanno risultati variabili, positivi e negativi, come del resto, ogni terapia medica.

Come agiscono
Seconda obiezione: non conosciamo come funzionano gli aghi e le pillole omeopatiche. Sugli aghi, l'uso di immagini cerebrali ha ormai chiarito che hanno un effetto di influenzamento del sistema nervoso periferico e centrale e, per suo tramite, di regolazione immuno-endocrina. Certo, c'è ancora molta da capire nello specifico, ma i dati disponibili mostrano che il meccanismo d'azione dell'agopuntura è scientificamente plausibile.
È vero che il meccanismo d'azione delle alte diluizioni dei prodotti omeopatici non è attualmente comprensibile, ma si dimentica: 1) che si fa sempre più ricorso a rimedi a basse e medie diluizioni o, addirittura, a prodotti che contengono anche dosi ponderali di piante assieme a sostanze diluite; 2) che non è obbligatorio conoscere il meccanismo d'azione di una sostanza per decidere di usarla: quello che conta è che funzioni e che sia sicura; è noto, infatti, che si è usata l'aspirina per decenni prima di conoscere il suo meccanismo d'azione.
Le medicine complementari non sono l'alternativa alla medicina scientifica e la panacea per tutti i mali, non sono però semplice placebo; sono terapie, con i loro punti di forza e i loro limiti, che vanno sempre più scoperti e chiariti. Con il metodo scientifico. Ponendo fine a una insensata guerra di religione: dalla medicina integrata possono venire solo vantaggi alla scienza e alla salute dei cittadini.

Fonte: La Repubblica salute

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