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Articolo del 10 giugno 2008
Riconoscere l'Alzheimer allo stadio
iniziale Ci
sono molte forme diverse di demenza, ma il morbo di Alzheimer è la più
diffusa e copre dal 50 al 70% dei casi di demenza. Fino ad oggi non
esiste una cura e non se ne conosce la causa precisa. È in atto un nuovo
progetto finanziato dall'UE, PredictAD, la cui missione è sviluppare
strumenti diagnostici per prevedere l'Alzheimer il più precocemente
possibile.

Il morbo di Alzheimer colpisce più di 5 milioni di persone in Europa e
più di 24 milioni in tutto il mondo. Ci sono previsioni secondo le quali
la malattia raddoppierà ogni 20 anni. L'Alzheimer generalmente colpisce
persone al di sopra dei 65 anni di età ed ha un'allarmante gamma di
sintomi; inizia con perdite di memoria per arrivare (di solito in un
periodo di mesi o anni) a scatti di rabbia, ostilità, sbalzi d'umore,
allontanamento da famiglia e amici, fino alla perdita delle funzioni
corporali e la morte.
Attualmente non esistono cure definitive per l'Alzheimer. Sul mercato
appaiono però continuamente nuovi trattamenti farmacologici e la
diagnosi precoce potrebbe dare la speranza ai malati di essere curati
allo stadio iniziale, prima che i sintomi si aggravino.
La ricerca attuale è concentrata sullo sviluppo di strumenti per la
diagnosi precoce. Al momento non esiste un test singolo che possa
riconoscere se una persona ha i primi sintomi dell'Alzheimer o se c'è la
probabilità che sviluppi la malattia in futuro. Una diagnosi definitiva
può essere fatta soltanto mediante un'autopsia.
PredictAD, un progetto che ha fondi per quasi 3 Mio EUR e partner in sei
paesi, tenterà di sviluppare indicatori che potranno diagnosticare lo
stadio iniziale dell'Alzheimer studiando biomarcatori imaging (MRI, PET
FDG e PET PIB), misurando l'attività elettrica del cervello e marcatori
basati sul sangue (proteomica e metabolomica) e sviluppando modi per
associare i dati provenienti da diversi biomarcatori. L'associazione di
questi tipi diversi di nuove informazioni può significare non solo una
diagnosi dell'Alzheimer più precoce, ma potrebbe anche aiutare a
distinguere tra diverse forme di demenza.
"Secondo le ultime stime, si prevede che la diffusione del morbo di
Alzheimer quadruplicherà entro il 2050, raggiungendo i 106 milioni di
persone affette," ha detto il dott. Lennart Thurfjell, direttore di
software diagnostico, diagnosi medica, presso il GE Healthcare, uno dei
partner del progetto. "Quindi, c'è un grandissimo bisogno di strumenti
diagnostici efficaci che aiutino a diagnosticare precocemente questa
malattia debilitante."
Il progetto si svolgerà da giugno del 2008 a maggio del 2011. In un
secondo momento un gruppo selezionato di biomarcatori sarà usato per
sviluppare un software che i dottori potranno usare per valutare il
rischio di Alzheimer e per monitorare i progressi della malattia nei
pazienti usando dati di pazienti.
"Lo scopo di PredictAD è quello di sviluppare un indicatore obiettivo
per diagnosticare il morbo di Alzheimer il prima possibile," ha detto il
dott. Jyrki Lötjönen, coordinatore scientifico di PredictAD. "Questo
potrebbe essere raggiunto mettendo insieme dati provenienti da varie
fonti di monitoraggio dei pazienti, come test neuropsicologici,
diagnostica per immagini, misurazioni dell'attività elettrica del
cervello, e analizzando i livelli di proteine e metabolomici in campioni
di sangue. La diagnosi precoce può avere un ruolo importante
nell'efficacia del trattamento del morbo di Alzheimer, specialmente in
futuro, quando la prossima generazione di terapie sarà disponibile per
tutti i pazienti."
Per ulteriori
informazioni, visitare: http://www.vtt.fi/
Fonte: VTT Technical Research Centre of Finland
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