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Articolo del 05 aprile 2008



Tumori

Scoperti i danni neurologici della chemioterapia

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(Agi) - Washington - Perdita di memoria, scarsa concentrazione, mal di testa, instabilita' nel camminare, alterazione dei sensi, fatica. E, in alcuni casi gravi, si rischia persino la demenza.

Anche se gli effetti neurologici della chemioterapia sono ben noti agli oncologi, finora non sono state molto chiare le basi fisiologiche del fenomeno che non e' stato ancora studiato in maniera approfondita in laboratorio. Adesso, invece, uno studio pubblicato sulla rivista 'Journal of Biology' ha permesso di capire come una delle chemioterapie piu' utilizzate oggi, '5-fluorouracile' (5-Fu), abbia effetti su alcune cellule cerebrali.

Un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Rochester (Usa) ha infatti scoperto che 5-Fu attacca direttamente gli oligodendrociti, responsabili della produzione di mielina nel sistema nervoso centrale. Questa sostanza ricopre le fibre nervose del corpo, per custodirle e facilitare la comunicazione dal cervello al resto del corpo. Quando infatti la mielina non e' rinnovata continuamente, la comunicazione tra le cellule nervose avviene con difficolta'.

Dopo aver effettuato una serie di esperimenti sui topi, sottoposti per sei mesi a chemioterapia, i ricercatori hanno osservato che la mielina era quasi scomparsa e questo ha portato una serie di problemi e danni al sistema nervoso centrale degli animali.

Secondo gli esperti, gli effetti neurologici possono verificarsi anche anni dopo il completamento del trattamento, e possono variare a seconda del tipo di cancro, la durata del trattamento e la combinazione di farmaci utilizzati nella chemioterapia. I ricercatori hanno sottolineato che i risultati del loro studio rappresentano un notevole vantaggio per i pazienti affetti da tumori al colon-retto, al seno, allo stomaco, al pancreas, alle ovaie e all'intestino.

Questo perche' questi pazienti sono in genere sottoposti al trattamento '5-Flu' che rimarra' la terapia standard nei confronti di molti tipi di cancro. Quindi per i ricercatori ''e' importante sapere come si producono i danni cerebrali''.

 

Fonte AGI Salute

 

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