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ALTRE
PRECAUZIONI
> Segnalazioni particolari per
l’orientamento <
• Porte da non identificare
Possono diventare un problema quando danno accesso a spazi esterni
(rischio di fuga) o se non devono essere accessibili al malato in quanto
zone “pericolose” (ad es. vano scale, ripostigli, laboratori contenenti
attrezzi,..):
- Mimetizzare porta e maniglia con lo stesso colore della parete per
renderla meno riconoscibile.
- Non sistemare attaccapanni in prossimità della porta di uscita.
• Porte da riconoscere
Al contrario, è importante che alcune porte siano facilmente
identificabili dal malato per consentirne un comodo utilizzo (ad es.
porta del bagno, della camera da letto, ...):
- Evidenziare con colore diverso la maniglia rispetto alla porta e la
porta rispetto al muro.
- Applicare sulla porta elementi che ne favoriscano il riconoscimento
(es. segnali che indicano la funzione dell’ambiente: disegno di un w.c.,
di un letto... fintanto che il malato è in grado di riconoscerli). I
cartelli scritti non servono a lungo perché il malato perde rapidamente
la capacità di leggere.
- Sul lato esterno della porta d’ingresso dell’appartamento ponete un
segno distintivo come una fotografia, un ciondolo, una ghirlanda
colorata,... un simbolo che abbia un forte e speciale significato per il
malato. Questo accorgimento lo aiuterà a identificare la porta di casa
quando rientra.
> In caso di fuga <
Se il malato fa una fuga, avvertite la polizia e/o i carabinieri ed i
vicini.
• Tenete sotto mano una fotografia recente del malato e alcuni
esemplari fo-tocopiati in modo da poterli distribuire rapidamente alla
polizia e ai vicini se necessario.
• Fate fare un braccialetto di identità per il malato con nome,
cognome e nu-mero telefonico, segnalando che è soggetto a disturbi della
memoria. Meglio evitare di mettere l’indirizzo onde non correre rischi
di furti o vari abusi che questa informazione potrebbe suscitare.
• Oppure cucite nei suoi vestiti semplici etichette che segnalino
la sua identità
e la sua condizione e che riportino un vostro recapito telefonico.
• Sarebbe prudente informare i vicini, il farmacista, il
panettiere, il giornala-io, ... che il vostro parente è affetto dalla
malattia di Alzheimer e che ha tendenza a fare fughe. Informateli
sommariamente sulla natura della malattia, dite loro cosa possono fare
se lo vedono fuori da solo: ciò può diminuire i rischi di fuga oltre il
vicinato. Ci sono innumerevoli casi di persone disorientate
riportate a casa da vicini servizievoli o da commercianti locali.
> Lasciare il malato solo in casa? <
Soltanto le vostre osservazioni sul suo
comportamento vi permettono di giudicare
se è sufficientemente lucido per essere lasciato solo, anche per un brevissimo momento.
Un malato il cui comportamento è un pericolo potenziale per se stesso e
per gli altri – oppure non sa più comportarsi in modo appropriato in una
situazione
di emergenza – non dovrebbe mai essere lasciato senza sorveglianza.
Fare fronte ad una situazione di emergenza implica che la persona è in
grado di chiedere aiuto.
Una delle ragioni per la quale un malato Alzheimer riscontra difficoltà
nel fare fronte ad una situazione di emergenza sta nel fatto che non è
più in grado di dare un giudizio sulla gravità della situazione e di
potersi esprimere in modo chiaro. La capacità di comprendere e l’uso
della parola diminuiscono con l’evolversi della malattia.
> Schede di emergenza <
Sarebbe opportuno mettere per iscritto un piano di emergenza,
precisando cosa fare nell’eventualità di un’urgenza medica, di un
principio di incendio o di una fuga del malato.
La scheda deve essere posta vicino al telefono, con i numeri della
polizia e dei pompieri, del Pronto Soccorso, del medico di famiglia o
della guardia medica (vedi modello).
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